Il fungo Porpolomopsis calyptriformis si riconosce per il suo cappello di cera rosa viscoso che assume la forma di un cono a punta prima che, negli esemplari più maturi, i bordi si aprano fino a formare delle spaccature nel cappello che si ripiegano verso l’alto. Il fungo assume così la forma del tutù di una ballerina, rivelando le sue lamelle bianche tinte di rosa. Non c’è da stupirsi quindi del fatto che in inglese il suo nome richiami un cappello di cera o una ballerina. «Queste caratteristiche, associate al tipico colore rosa, sono così particolari da rendere questo fungo praticamente inconfondibile», spiega Andrin Gross, collaboratore scientifico di SwissFungi presso l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL).
Per saperlo riconoscere, tuttavia, bisognerebbe prima vederlo, il che non è per niente scontato. Il Porpolomopsis calyptriformis, infatti, sta scomparendo a causa del degrado del suo habitat, motivo per cui è stato inserito tra le specie minacciate a livello mondiale. Come precisa lo specialista, in Svizzera questo fungo figura, insieme ad altre 900 specie, nella Lista rossa delle specie considerate minacciate in particolare a causa dell’intensificazione dell’agricoltura o della mancanza di legno morto e di alberi vecchi nei boschi.


Suolo povero di sostanze nutritive
Il fungo Porpolomopsis calyptriformis predilige i pascoli naturali o semi-naturali e poveri di sostanze nutritive e può adattarsi alla presenza di mucche o pecore, a condizione che il suolo non sia ricco di colaticcio o concimato chimicamente. Nelle aree coltivate in modo intensivo, come constata Andrin Gross, il fungo tende a scomparire rapidamente e non sembra tornare a crescere, anche se lo sfruttamento cambia ritmo.
Porpolomopsis calyptriformis cresce in prossimità del nardo cervino, una specie di graminacea, e della covetta dei prati, soprattutto nelle Prealpi, sul versante Nord delle Alpi e nel Giura. Andrin Gross aggiunge che la specie è assente nel Cantone del Vallese e nel Cantone Ticino ed è molto rara, o praticamente inesistente, sull’Altipiano. Ai fini della conservazione, l’esperto raccomanda di preservare le popolazioni note. «Spesso questo fungo cresce in zone poco interessanti dal punto di vista botanico e non ancora protette con altri strumenti. Il Cantone di Berna intende stipulare contratti di protezione della natura con i gestori», spiega. Berna sta lavorando a un piano d’azione per reintrodurre la specie sull’Altipiano, dove potrebbero essere creati nuovi siti favorevoli, ad esempio in spazi liberi risultanti da un progetto di architettura del paesaggio. Andrin Gross è entusiasta del progetto. «Si tratta di una tappa importante: questo piano d’azione è il primo in Svizzera dedicato a un fungo».
