La batteria di un’auto elettrica sostiene tra i 1000 e i 2000 cicli di ricarica. Dopo di che si pone un interrogativo importante: cosa accade alle batterie che non sono più come nuove, ma che sono ben lontane dall’aver esaurito il loro ciclo di vita? Sono necessarie soluzioni efficaci per risparmiare risorse, ridurre l'impatto ambientale e migliorare la sostenibilità della mobilità elettrica.

Il principio dell’economia circolare

Quando le prestazioni della batteria di un’auto elettrica peggiorano, è possibile prolungarne il ciclo di vita con vari concetti basate sul principio dell’economia circolare. A seconda delle condizioni, vengono adottate diverse soluzioni volte a preservare le risorse e a mantenere il valore della batteria il più a lungo possibile:

  • Riparazioni per allungare la durata di vita: i componenti difettosi, come celle o moduli, vengono sostituiti. In seguito la batteria viene reinstallata nel veicolo.

  • Riutilizzo come batteria di seconda vita: la batteria viene smontata, esaminata e preparata per essere riutilizzata, per esempio come impianto fisso per lo stoccaggio di energia.

  • Riciclaggio al termine del ciclo di vita: se non è riparabile o riutilizzabile, la batteria viene riciclata. In questo modo è possibile recuperare materie prime preziose come nichel, cobalto o manganese.

Il motto è quindi «meglio riutilizzare che smaltire». Le batterie contengono infatti materie prime la cui disponibilità è limitata e la cui estrazione ha spesso ripercussioni negative sull’ambiente. Inoltre, la Svizzera e l’Europa dipendono fortemente dalle importazioni, soprattutto di materie prime trasformate per la produzione di batterie e di batterie provenienti dalla Cina.

L’economia circolare può quindi contribuire a ridurre l’estrazione di materie prime e l’impatto sull’ambiente nonché a evitare la produzione di rifiuti. Ma di che potenziale parliamo? E come si posiziona la Svizzera? A queste domande ha risposto Corinne Spillmann, collaboratrice scientifica della sezione Rifiuti urbani dell’Ufficio federale dell’ambiente.

Le batterie delle auto elettriche hanno una durata di vita limitata. Quali sono secondo lei le sfide maggiori per quanto riguarda il loro riutilizzo e riciclaggio?

Corinne Spillmann: le batterie delle auto elettriche hanno un notevole potenziale per l’economia circolare. Tuttavia, al momento del montaggio delle singole celle e dei singoli moduli nei veicoli si presta ancora poca attenzione a far sì che, al termine della loro durata di utilizzo, le batterie possano essere smontate, riparate o riciclate. Al momento, la fase più critica è quella dello smontaggio: le batterie hanno una struttura complessa, sono pesanti e complicate dal punto vista tecnico. Questi aspetti potrebbero essere migliorati notevolmente se già durante la produzione si prendessero in considerazione le future fasi di smontaggio e riciclaggio. A ciò si aggiunge il fatto che la tecnologia delle batterie è in costante sviluppo, il che complica ulteriormente le procedure di riciclaggio standardizzate.

Le batterie delle auto elettriche possono pesare fino a 800 kg e sono considerate rifiuti speciali e merci pericolose. Come avviene lo smaltimento?

I produttori e gli importatori sono responsabili delle batterie che hanno immesso sul mercato e devono provvedere al loro smaltimento. I privati portano l’auto in officina, che si occupa di riparare o, se del caso, di smaltire o riciclare le batterie.

«Al momento sono relativamente poche le batterie da trazione giunte alla fine della loro durata di vita»

Corinne Spillmann

collaboratrice dell’UFAM, dirige il gruppo di lavoro «Economia circolare delle batterie» nell’ambito della Roadmap Mobilità elettrica. ©UFAM

Ci sono già abbastanza rifiuti di batterie da renderne redditizio il riutilizzo o il riciclaggio?

Al momento sono relativamente poche le batterie da trazione giunte alla fine della loro durata di vita. Con la crescente diffusione della mobilità elettrica, nei prossimi anni aumenterà sensibilmente anche il numero di batterie esauste.

In Svizzera esistono già diverse aziende specializzate in riciclaggio o riutilizzo. Che prospettive pensa che abbiano?

In Svizzera ci sono già aziende specializzate in riciclaggio o riutilizzo di batterie. La domanda di soluzioni sostenibili è in continua crescita. Progetti come CircuBAT mostrano inoltre l’innovatività della ricerca svizzera e la stretta collaborazione tra economia e ricerca. CircuBAT è un progetto di ricerca diretto dalla Scuola universitaria professionale bernese (BFH) e sostenuto dalla Confederazione che mira a creare un’economia circolare sostenibile per le batterie agli ioni di litio provenienti dai veicoli elettrici.

Secondo uno studio dell’Università di San Gallo, i consumatori preferiscono le batterie nuove a quelle di seconda vita. Come si può guadagnare la fiducia dei consumatori?

È importante soprattutto migliorare le informazioni e le conoscenze in materia a disposizione dei consumatori e del pubblico. Le applicazioni di seconda vita sono relativamente nuove, sono ancora disponibili pochi valori empirici certi e le conoscenze al riguardo sono ancora in fase di acquisizione. I consumatori devono disporre di informazioni affidabili sullo stato delle batterie e sulle prestazioni da attendersi. Più trasparenti sono queste informazioni, più le batterie di seconda vita saranno accettate di buon grado.

A partire da febbraio 2027, il passaporto digitale della batteria fornirà una documentazione completa del ciclo di vita delle batterie – dall’estrazione delle materie prime alla produzione fino al riutilizzo e al riciclaggio. Come si potrà garantire che il passaporto non conterrà errori e non potrà essere manipolato?

Il passaporto digitale della batteria è una disposizione dell’Unione Europea, per il quale molti dettagli dell’attuazione non sono ancora stati definiti. La Svizzera al momento non ha previsto alcuna prescrizione in materia, ma segue da vicino gli sviluppi nell’Unione Europea, verifica in che forma riceveremo accesso ai dati rilevanti e riflette sulle modalità di una possibile integrazione.

Perché il passaporto digitale della batteria è importante per il riciclaggio?

Il passaporto digitale conterrà tutte le informazioni rilevanti sulla batteria, in particolare per quanto riguarda la composizione e le condizioni. Per le aziende di riciclaggio è particolarmente importante sapere i materiali contenuti nelle batterie, le loro concentrazioni e come effettuare lo smontaggio. Ciò rende più semplice e sicuro quest’ultimo passaggio e permette un riutilizzo delle materie prime efficiente e rispettoso dell’ambiente.

Questo articolo è stato inizialmente pubblicato su energeiaplus.ch, la rivista dell’Ufficio federale dell’energia (UFE).